L'italiano
L'italiano spesso rassicura i francofoni e gli ispanofoni perché condivide una base latina visibile: lessico familiare, coniugazioni riconoscibili, strutture vicine. Eppure questa prossimità crea molti errori di fiducia. Si crede di capire, poi si sovrappone all'italiano una logica francese o spagnola che produce una frase comprensibile ma poco naturale.
L'italiano resta molto sensibile al ritmo, all'eufonia e alla scelta dei giri idiomatici. Due formulazioni possono essere grammaticalmente corrette, ma una sola suonerà davvero nativa. Gli articoli contratti, le preposizioni e certe forme verbali richiedono una vera precisione: 'in', 'a', 'da', 'di' non si sostituiscono meccanicamente da una lingua romanza all'altra.
Altro punto importante: l'italiano non è semplicemente uno spagnolo o un francese leggermente deformato. Alcuni falsi amici sono frequenti, soprattutto nel registro quotidiano, amministrativo o professionale. Una buona traduzione verso o dall'italiano deve quindi restituire la fluidità, non solo il senso grezzo.